Well done. Medium. Rare?

Un’analisi di una Case History che, in questi giorni, sta facendo “parlare” i Social.

Maurizio Cinti – Board Member e CSO di AdmCom.

Dieci (10!!!) anni fa Burger King ha lanciato “Whopper Sacrifice”, una campagna di marketing provocatoria che ritengo sia, ancora oggi, uno dei migliori esempi di utilizzo creativo dei social media.

La meccanica della campagna “Whopper Sacrifice” era fondamentalmente basata sull’utilizzo di una applicazione chiamata Whopper Sacrifice® . L’App era in grado di interagire con la lista degli amici su Facebook, una funzione / opzione rimossa da Facebook stessa ed oggi non più disponibile. Coerente allo slogan di campagna: “You Like your friends, but you love the Whopper”, l’applicazione permetteva di cancellare 10 amici dalla lista – prima che lo facessero loro! – per ottenere un coupon per un Whopper gratis. Dato che l’App inviava una notifica agli “amici-che stavano-per-essere-sacrificati”, l’azione è diventata virale e, nel giro di pochissimo tempo, ha generato uno “Store Traffic” gigantesco. Il successo dell’iniziativa ha dato il via ad una saga di “discutibili” iniziative di marketing da parte di BK, tutte guidate da una notevole strategia creativa, tutte basate su tecnologie innovative, sulla perfetta conoscenza delle caratteristiche dei social media e tutte distinte da straordinaria efficacia.

Più recentemente, per esempio, potreste essere incappati su”Burn that ad”, l’ultima campagna “digitally based” di BK.
Qui BK incoraggia i suoi fan a bruciare (virtualmente!) le pubblicità delle catene fast food rivali: utilizzando un’App che sfrutta la realtà aumentata basta inquadrare con il proprio smartphone l’affissione o l’annuncio del “nemico” e – puff! – vedrete il tutto trasformarsi in un bel falò. Una volta ridotto in cenere l’annuncio, come succede per la fenice, ecco risorgere dalle ceneri un coupon per un Whopper gratuito, spendibile al BK più vicino.

A me piace moltissimo l’idea di usare le inserzioni dei concorrenti come innesco per attivare l’esperienza di realtà aumentata (dove la fiamma e fuoco – USP di Burger King – sono inscenati strategicamente nell’esecuzione creativa) però qualcosa nel processo strategico sembra mancare o forse non è ancora stato rivelato.

A parte il fatto che mi sembra una coincidenza improbabile trovare una pubblicità di un concorrente vicino a un Burger King, ci sono altri dettagli che mi fanno supporre l’iniziativa non sia del tutto vera o che lo sia solo in parte. Anche la Case History su YouTube sembra preparata in maniera superficiale e le poche informazioni fornite lasciano dei dubbi oggettivi sull’iniziativa. Qui ne esprimo 2:

  1. Dov’é l’App? Anche gli utenti del Brasile (dove la campagna è stata apparentemente lanciata) stanno ancora lottando per trovarla. No, non è all’interno dell’App BK esistente (leggete i commenti su YT). Quindi o c’è un bug, o non c’è nessuna App.
  2. Dov’è la comunicazione? Nessun banner? Nessuna notifica push? Nessun contenuto sponsorizzato? Come faccio a sapere dell’esistenza di questa applicazione? Come è stata pubblicizzata la promozione? Non ci è dato sapere.

In ogni caso, mentre le comunità online di creativi e clienti stanno discutendo se l’iniziativa sia reale o falsa, buona oppure no, il video-case di “Burn that ad” sta diventando virale.

Se vi va di condividere la vostra opinione su questo, siamo pronti ad ascoltarla.

Guarda la Case del Whopper Sacrifice qui.

E quella di “Burn that ad” qui.