L’innovazione aziendale come equilibrio dinamico

Daniele Maestrami – Fondatore e CEO di AdmCom – presenta una serie di interventi “verticali” su Creatività e Innovazione applicate alla comunicazione d’impresa. Buona lettura!

Questo secondo contributo propone un’ulteriore interpretazione del concetto di Innovazione applicato alla crescita e allo sviluppo aziendale. Se ne ricavano 6 punti (consigli) che possono essere esemplificativi di come l’esperienza dei professionisti della  Comunicazione, e più in generale delle Agenzie, rappresenti un elemento differenziante da considerare “a priori”nella Strategia di Sviluppo aziendale. Siete d’accordo?

Vorrei iniziare a parlare di innovazione aziendale partendo da una definizione.

“La capacità di reagire e adattarsi a mutamenti e perturbazioni ambientali determina la sopravvivenza”.

Questa frase, estrapolata e adattata da Treccani (http://www.treccani.it/enciclopedia/biodiversita) non descrive l’innovazione ma la biodiversità. Apparentemente si tratta di ambiti completamente diversi (economia ed ecologia) eppure sono legati da dinamiche simili. La biodiversità è infatti la capacità delle specie e degli ecosistemi di cambiare per ritornare a situazioni di equilibrio, ed è qualcosa che gli ecosistemi hanno connaturato in sé: sono strutturalmente organizzati per mutare al modificarsi delle condizioni esterne. In altre parole, un ecosistema non aspetta che qualcosa lo costringa a cambiare per improvvisare una strategia di cambiamento: ha in sé tutto quello che occorre per trasformasi qualora fosse necessario (se si esclude l’intervento umano, ma questo è un altro discorso). Un ecosistema è in equilibrio dinamico.

Perché questa premessa? Perché ritengo che un errore che molte aziende compiono, soprattutto tra le PMI, è pensare all’innovazione come una risposta a posteriori ai mutamenti di mercato. In questo senso, la competizione avviene a livello di tempistica: quanto più un’azienda è sensibile nel monitorare il mercato, tanto più velocemente riuscirà a intervenire per proporre nuovi prodotti o servizi, e nei casi più fortunati riuscirà ad anticipare qualche trend. Questo modus operandi funziona egregiamente finché non c’è uno stravolgimento dei paradigmi che lo rende inefficace. Quando un meteorite sconvolge l’ecosistema, i più fortunati sopravvivono, ma soltanto chi è già pronto a riempire il cratere con dell’acqua, piantare ombrelloni e far pagare l’ingresso vedrà davvero crescere il proprio business.

Ecco alcuni consigli su come prepararsi al meteorite, elaborati in tanti anni di affiancamento alle aziende.

1) Non bisognerebbe mai aspettare che le cose vadano male per cambiare. Anche se l’azienda sembra florida, il fatturato cresce e non si avvertono segnali di allarme, è importante continuare a investire sull’innovazione. Il vostro prodotto è ancora graditissimo ai consumatori? I vostri clienti sono pienamente soddisfatti del vostro servizio? Forse è arrivato il momento di investire sull’innovazione di processo, o sulla comunicazione, o sull’assistenza post vendita.

2) L’innovazione dovrebbe essere uno stato mentale. Questo significa investire continuamente in formazione, anche in ambiti che non sembrano affatto legati al vostro core business. Spesso è più facile “annusare” un cambiamento in arrivo se si esce dal proprio settore. Abituatevi a essere curiosi e stimolate la curiosità all’interno della vostra azienda, se volete che si generino nuove idee.

3) Studiate il mercato e i competitor con tutti gli strumenti a disposizione, anche affidandovi a consulenti. Non contate solo sul vostro intuito, o sulla vostra esperienza. Allo stesso modo, utilizzate i metodi più aggiornati per raccogliere feedback dai vostri clienti. Una buona strategia di CRM, per esempio, può permettervi di cogliere i primi segnali di cambiamenti in atto nel gradimento dei vostri prodotti e/o servizi.

4) Circondatevi di persone capaci, anche (e soprattutto) se non vi assomigliano. Si parla molto di risorse umane, ma spesso nella selezione del personale prevalgono altri criteri e si tende a trascurare la propensione al cambiamento, la curiosità e la cultura. Inoltre gerarchie e ruoli possono inibire l’innovazione. Trovate momenti in cui sia possibile applicare il brain storming sui diversi aspetti della gestione aziendale.

5) Investite nella comunicazione. È possibile che il vostro prodotto o servizio sia perfetto e perfino innovativo, ma la vostra comunicazione non sia adatta a dimostrarlo. Troppo spesso si vedono aziende che lavorano con le tecnologie più all’avanguardia comunicare con strumenti antidiluviani. Non solo. Una buona agenzia di comunicazione può essere un partner strategico anche nello sviluppo del business, perché può aiutarvi a fare luce sulla vostra identità. Un’analisi dei vostri punti di forza (delle vostre caratteristiche “genetiche”) è un’ottima base per far scoccare la scintilla di nuove idee.

Ecco perché ritengo che, per l’Azienda, chi si occupa di Creatività rappresenti uno dei partner fondamentali, da coinvolgere “in primis” nel processo di individuazione dei percorsi di sviluppo aziendali. L’innovazione, infatti, non dovrebbe seguire i cambiamenti esterni, ma produrli. Questo è un invito a scagliare insieme il prossimo meteorite.