Bere birra artigianale fa bene al digital marketing!

Luca Cipriani – Social Media Manager di AdmCom – spiega come il mercato della birra artigianale sia in forte espansione e stia dando origine ad un vero e proprio cambiamento culturale.

Oggi la birra si sta riprendendo la sua rivincita nei confronti del vino, in quanto è sempre stata considerata una bevanda inferiore, e solo in Italia, nell’ultimo anno, sono stati aperti 893 microbirrifici. I consumatori stanno iniziando ad apprezzare e premiare i prodotti in grado di comunicare la storia di un territorio e delle culture locali.

Il digital marketing gioca un ruolo fondamentale per il successo della birra artigianale, in quanto permette di comunicare, oltre le caratteristiche del prodotto, la storia e le persone che hanno contribuito alla sua creazione. È un caso di marketing esperienziale dove l’obiettivo principale è comunicare e raccontare un’esperienza, mettendo in secondo piano il prodotto stesso; infatti tips, video e materiale backstage sono i contenuti che stanno riscuotendo un maggior successo.

Grazie all’approccio esperienziale il potere d’acquisto del consumatore aumenta e consente di sormontare i competitor, fedeli alla sterile comunicazione di prodotto.

In questo caso sotto i riflettori c’è il consumatore, che diventa il protagonista di un racconto ricco di emozioni, esperienze e tradizioni che lascia da parte il prodotto e soprattutto il puro fine commerciale di vendita. Il mondo della birra artigianale è frequentato prevalentemente dagli under 30 che pullulano di idee originali, al passo con le più innovative strategie di digital marketing, generando così un’impattante digital revolution.

Basta pensare che recentemente in Inghilterra si è concluso il Beer Marketing Awards, il primo evento interamente dedicato al marketing della birra artigianale, dove gli italiani hanno spiccato per creatività e autenticità del packaging. Durante il festival i veri protagonisti sono state le nuove strategie di campagna marketing virale, in grado di mettere da parte i low budget e diventare dei casi esemplificativi. Si tratta della Brewdog, un birrificio scozzese, che quest’anno si è aggiudicato il premio nella categoria “Best use of social media”, grazie alla campagna #Mashtag.

Non è un semplice hashtag ma una nuova birra proposta e realizzata direttamente dai propri follower, ai quali è stata data la possibilità di comunicare i propri gusti per la creazione di un nuovo prodotto, come ad esempio il nome, le proporzioni degli ingredienti e tanti altre caratteristiche. Si tratta di un’inversione dei ruoli dove il consumatore non è più al centro del processo produttivo, ma diventa lui stesso una pedina fondamentale per la realizzazione del prodotto finale.

Grazie ad una solida brand identity, la Brewdog è supportata dai suoi clienti che ormai sono diventati dei fans del brand, tanto da diventarne soci – 97.000 persone o meglio ancora “crusaders” – e oggi hanno delle quote societarie dell’azienda scozzese, vendute dal birrificio stesso con l’obiettivo di fidelizzare i consumatori, rendendoli “soci dell’azienda”, e di acquisire importanti fondi per accrescere ulteriormente.

Pertanto, affinché una strategia di branding sia vincente, è necessario intercettare i nuovi trend; infatti il consumatore di oggi predilige un rapporto orizzontale con le imprese, dove i prodotti non vengono imposti ma vengono pensati e sviluppati con la collaborazione del consumatore stesso.