2020: i nuovi trend del marketing del lusso!

Per il 2020 sono previsti rallentamenti di consumo e crescita economica per il luxury fashion system, scopriamo insieme in che modo le grandi aziende del lusso hanno intenzione di affrontare questa imminente crisi.

I primi segnali di allarme sono stati già captati subito dopo la notizia della Deutsche Bank intenzionata ad eliminare 18 000 posizioni e dopo l’annuncio che il 48,1% dei CFO statunitensi prevede che il paese, prima delle elezioni presidenziali 2020, entrerà in un periodo di crisi.

Solo alcuni luxury brand stanno preparando un piano B in caso di rallentamento economico,  e si tratta dell’implementazione di un nuovo piano strategico che include un’attività di digital strategy di storytelling, incentrata a catturare in stile “colpo di fulmine” il pubblico grazie ad un aggiornamento rivoluzionario delle tecniche tradizionali di storytelling, in grado di influenzare le vendite. I Premium Brand di oggi riescono a raggiungere un target sempre più giovane grazie ad attività di live streaming, che permettono di mandare messaggi mirati tramite WeChat, Weibo e Douvin.

Inoltre le grandi aziende hanno finalmente deciso di investire nella formazione, soprattutto informatica e analitica, dei propri dipendenti con l’obiettivo di creare una nuova generazione di lavoratori con competenze informatiche e tecniche. Fino ad oggi le identità di questi grandi marchi sono state decifrate in codice informatico da una piccola nicchia di esperti, spesso esterni all’azienda.

L’influencer marketing continua a dare grandi soddisfazioni, in quanto il consumatore si fida e ama lasciarsi consigliare dagli influencer di fiducia, i quali sono stati i primi a sostenere il lancio del nuovo trend legato alla personalizzazione degli articoli. Grandi colossi dell’alta moda come Louis Vuitton e Dior hanno già messo a disposizione tools di personalizzazione, che permettono alla clientela di esprimere se stessi senza macchiare il DNA del brand.

Il nuovo trend della personalizzazione colpisce anche i big data dei premium brand, che hanno l’obiettivo di creare e offrire contenuti personalizzati in base ai dati comportamentali, implementando nella strategia un mix tra dati strutturati e non strutturati. I contenuti devono essere autentici ma soprattutto strategici, in grado di instaurare un dialogo con gli utenti e insieme ai quali co-creare nuovi contenuti aziendali. In questo caso il cliente svolge il ruolo di narratore per conto dell’azienda, in ottica di raggiungere nuovi potenziali acquirenti.

Dulcis in fundo è diventata di estrema importanza sostenere le comunità locali e rispettare le differenze culturali ed etniche, per evitare effetti collaterali negativi legati all’immagine del brand. Ad esempio un marchio di cosmetica, in caso di attività promozionali in Oriente, dovrebbe utilizzare dei modelli orientali e non occidentali, per evitare di creare del malcontento e soprattutto mancare di rispetto nei confronti dei consumatori del territorio.

Il consumatore di oggi richiede maggiori attenzioni e ricerca non solo prodotti di alta qualità dalle caratteristiche esperienziali ma vuole rimanere folgorato da tecniche di storytelling di ultima generazione, articoli personalizzati ed unici, sponsorizzati dall’influencer di fiducia ed infine far svolgere un ruolo di narratore ai consumatori  per conto dei brand in cerca di contenuti originali ed autentici.